{"id":1014,"date":"2026-06-27T16:54:30","date_gmt":"2026-06-27T16:54:30","guid":{"rendered":"https:\/\/centrostudidonati.org\/?page_id=1014"},"modified":"2026-06-27T16:54:31","modified_gmt":"2026-06-27T16:54:31","slug":"omelia-mons-vecchi-06-07-2006","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/centrostudidonati.org\/?page_id=1014","title":{"rendered":"Omelia Mons. Vecchi &#8211; 06\/07\/2006"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"max-width: 900px; margin: 40px auto; padding: 30px; background-color: #fcfbf7; border-left: 3px solid #d1c7bd; font-family: 'Georgia', serif; line-height: 1.8;\">\n  \n  <!-- Data della lettera -->\n  <p style=\"font-size: 13px; color: #777; margin-bottom: 15px; text-transform: uppercase; letter-spacing: 1px;\">Omelia di\nS.E. Ernesto Mons. Vecchi Vescovo Ausiliare e Vicario Generale Arcidiocesi di Bologna\nnella S. Messa esequiale di don Tullio Contiero\n6 luglio 2006 &#8211; S.Sigismondo, Bologna<\/p>\n  \n  <!-- Testo della lettera -->\n  <p style=\"font-size: 17px; font-style: italic; color: #333; margin-bottom: 20px;\">\n    Luned\u00ec 3 luglio, mentre la Chiesa cantava la lode vespertina della Festa di S. Tommaso Apostolo, il Signore ha spalancato le porte dell\u2019eternit\u00e0 al Sacerdote don Tullio Contiero, membro del nostro presbiterio diocesano.\n\nIl Cardinale Carlo Caffarra, in missione pastorale a Valencia in Spagna, mi ha affidato il compito di esprimere la sua spirituale partecipazione a questa convocazione eucaristica esequiale. Mentre si associa alla nostra preghiera di suffragio, l\u2019Arcivescovo partecipa al dolore dei parenti, degli amici e delle numerose persone che hanno sperimentato la carit\u00e0 pastorale di questo animatore instancabile della citt\u00e0 universitaria. Ringrazia, inoltre, quanti sono stati vicini a don Tullio nel suo lungo Calvario, aiutandolo a testimoniare il Vangelo della sofferenza.\nNoi siamo qui, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, per fare appello alle risorse della fede in Ges\u00f9 Cristo, che nell\u2019Eucaristia ci offre il contesto vero ed esauriente per cogliere il senso della vita e della morte di don Tullio. I testi biblici ora proclamati convergono tutti sul punto focale della fede cristiana: l\u2019incontro gioioso e gratificante attorno alla tavola che il Signore stesso ha imbandito per tutti i popoli, sul monte dell\u2019Alleanza antica e nuova (Cf. Es 24, 9-11; Is 25, 6).\nOggi questa Alleanza viene sacramentalmente ripresentata e rinnovata nell\u2019Eucaristia, offerta \u00abper la moltitudine\u00bb (Mt 26, 28), in vista della gioia senza fine, accanto a Cristo Risorto alla destra del Padre in Paradiso.\nL\u2019orizzonte universale dell\u2019impegno di don Contiero nasce proprio da questa consapevolezza: \u00abIo sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb (Gv 6, 51).\nL\u2019Eucaristia ci pone dunque in comunione con la realt\u00e0 totale del Cristo Redentore e, come Tommaso, siamo invitati anche noi a \u00abstendere la mano sul petto del Risorto\u00bb (Cf. Gv 20, 27) e a\u00abvolgere lo sguardo a Colui che hanno trafitto\u00bb (Cf. Gv 19, 37) per scoprire la via di accesso alla vita eterna, di cui l\u2019Eucaristia \u00e8 pegno sicuro: \u00abChi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter\u00f2 nell\u2019ultimo giorno\u00bb (Gv 6, 54).\nL\u2019essere prete di Tullio Contiero trova le sue radici proprio sull\u2019orizzonte del riverbero pastorale e sociale della Messa, concretamente vissuta dal Cardinale Giacomo Lercaro come pane spezzato della Parola, dell\u2019Eucaristia e della Carit\u00e0.\nDon Tullio \u00e8 nato a Vallonga in provincia di Padova, da Antonio e Leonilde Fontana il primo marzo 1929. Ben presto rispose alla chiamata del Signore entrando come laico in una Congregazione religiosa sorta in Francia agli inizi del 19\u00b0 secolo, la Societ\u00e0 di Maria (Marianisti), dedita all\u2019educazione della giovent\u00f9 e alle missioni.\nDurante un campo estivo a Pera di Fassa conobbe il Cardinale Giacomo Lercaro, che lo chiam\u00f2 a Bologna per coinvolgerlo in un progetto di rilancio del compito educativo nella scuola e nel vasto mondo dell\u2019Universit\u00e0.\nDopo un periodo di preparazione, culminato con il conseguimento della Licenza in Sacra Teologia presso la Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, proprio in questa chiesa, il 21 aprile 1963, ricevette l\u2019Ordinazione sacerdotale per il ministero dello stesso Cardinale Lercaro.\nNominato Assistente del Centro Studentesco, fu insegnante di Religione al liceo Galvani e, in seguito, fu aggregato al gruppo di Sacerdoti impegnati nella pastorale universitaria presso la chiesa di S. Sigismondo, dove \u00e8 rimasto per oltre quarant\u2019anni, fino alla morte.\nLa sua forte personalit\u00e0, il suo coraggio e la sua passione apostolica lo hanno portato a dare un\u2019impronta originale e personale all\u2019impegno culturale in Universit\u00e0.\nQualcuno, in questi giorni, ha definito don Tullio un prete \u201cschietto e scomodo\u201d, un prete \u201cdi frontiera\u201d, il prete dell\u2019Africa, il prete che scuote le coscienze. Al di l\u00e0 di ogni enfasi, sempre riduttiva e fuorviante, don Contiero era e rimane un prete, configurato dal Sacramento dell\u2019Ordine a Cristo Capo, Pastore e Sposo.\nIn questo consiste la sua dignit\u00e0 e da questo \u00e8 scaturita la sua incisivit\u00e0 pastorale, che si affianca all\u2019esuberante variet\u00e0 di carismi e ministeri presenti nella Chiesa e tutti convergenti verso la Presidenza eucaristica e pastorale del Vescovo.\nNonostante qualche difficolt\u00e0 di intesa con le linee ufficiali della pastorale diocesana, don Tullio non ha mai rotto la comunione ecclesiale, che nasce e si rigenera nell\u2019Eucaristia, il segno massimo della comunione con Dio e con i fratelli, in forza dello Spirito di Cristo che, nella Messa, fa nuove tutte le cose e ricompone in unit\u00e0 ci\u00f2 che i nostri peccati frantumano. Di questa \u201cvoglia\u201d di comunione, io stesso sono testimone diretto.\nOggi noi non siamo chiamati a giudicare, ma a scrutare i segni della presenza dello Spirito, per guardare con speranza al futuro della nostra Chiesa, del suo modo di presenza in Universit\u00e0, del suo essere principio propulsore di una misura alta dell\u2019impegno culturale, sociale e civile, senza mai perdere di vista le sorgenti genuine della Verit\u00e0 e della Carit\u00e0 (Cf. Ef 4).\nDon Tullio ha fatto la sua parte e ci ha lasciato la sua eredit\u00e0, purificata e impreziosita sull\u2019altare della Croce: il suo essere apostolo di frontiera dell\u2019inculturazione della fede; la sua disponibilit\u00e0 a porsi come punto di riferimento esigente e scomodo di tante coscienze giovanili; l\u2019attenzione costante e coinvolgente ai poveri vicini e lontani; l\u2019opera di animazione spirituale e vocazionale; il suo essere coscienza critica di un cristianesimo spento e compromissorio, ma soprattutto il suo divenire principio e forza propulsiva di una storia nuova e diversa ha fatto di lui un riverbero della \u201cvoce\u201d di S. Giovanni Battista (Cf. Gv 1, 23).\nIn questa chiesa, in ogni facolt\u00e0 universitaria e in ogni aula scolastica, in ogni laboratorio culturale, sociale e politico non si spenga mai la voce coraggiosa di chi grida: \u00abPreparate le vie del Signore\u2026 Colui che toglie il peccato del mondo\u00bb (Cf. Gv 1, 23.29).\nSolo cos\u00ec si pu\u00f2 \u00abstrappare il velo che copre la faccia di tutti i popoli\u00bb (Cf. Is 25, 7), cio\u00e8 sciogliere le ambiguit\u00e0 presenti a vari livelli della vita personale, familiare e sociale, per rivalutare la nostra vocazione battesimale, che ci rende protagonisti nell\u2019edificazione del Regno di Dio, nel XXI secolo appena iniziato.\n\n  <\/p>\n  \n  <!-- Firma -->\n  <p style=\"text-align: right; font-size: 15px; font-weight: bold; color: #555; margin-bottom: 0;\">S.Sigismondo, 6 luglio 2006<\/p>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia di S.E. Ernesto Mons. Vecchi Vescovo Ausiliare e Vicario Generale Arcidiocesi di Bologna nella S. 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